Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

21.3.11

 
Fiorin di noce.

Perchè vorrei malarmi di ridere, storpiarmi la mascella, ghignare di contrabbasso ed esserne esausto. Volendo salirei fra i nubi rivoltando i sopralluoghi balubi e mi tufferei all'incontrario verso il cielo alto. Sotto la punta di una stella rifletterei sull'esistenza illuminandomi del pulviscolo cardinale, mai banale. Ritornare a sganasciare le angosce quotidiane. Comprendere che tornare ad esser nessuno sarebbe il fine ultimo del mio filo d'arianna perduto nel buio del raso di spada.
All'alba condividere la calma: rimanere solerte al vento e giocare con i sibili che m'accarezzano le rughe solcate di sole e vinte dalle viole.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo