Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

23.12.10

 
E' di nuovo il post del 25.

Oh oh oh
è di nuovo il post del vigilante
quello che avresti voluto
dovuto aver paffuto
e invece
senza neve pare cenere
piove n'aria gelida
che raddrizza la cute ballerina
e ti ostica abbracci e mattina.

Mi metto in un cantuccio
sotto al vischio del vinsanto
e attendo il babbo:
al suo scendere scaltro
l'agguanto brandendo
il suo acido didietro.

A tutti quelli
che mesciano parole
perchè così lustrano
il son capaci tutti
lascio le penne
senza le mie maniere
di star sghimbescio
ad osservare il cielo.

Per chi non brucia
nell'incenso denso
da gran cerimoniere
del salcazzo a prosopopea
solo perchè pota parole
e non si scontra con le rate
dico piacere
vada a rifarsi il sedere.

Qui l'anno decano
ha rubato bastardo
platino e sale
subito dopo il miele:
sappia il tempo
che io son paziente
attendo e limo bene.

Per fortuna
le due stecche
s'attendon di celeste
e la primavera
s'è già messa
il profumo della sottoveste.

#


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Pixel stretti:


   


Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo