Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

21.11.09

 
Libera uscita.

Ah
Santa Claus de noi artri rubaci i quadri e lasciaci elastici
molli al vento pronti all'ondeggio
chi più ne ha più si senta disperso:
qui fa un freddo che a parlarci mi glacio le fauci.
Piove vapore dal sugo di queste dimore
finte neoclassiche finte fatiscenti finte farse per chi non ha conpromettenti
con le tonde vetrine a sputi, con le mimiche dal volume a palla
si scrisse qui giace uno che giocava a carte col quartino
mezzo di vino e creduto divino dopo un bianco sporco
dopo un benvenuto d'osteria
ma poco prima di mandarlo via
verso i campi ad arare carezze ai corvi
verso venti distorti da frequenze usurate dai poggi
nascoste da gomiti alzati e da calli scarsi fra martelli e travi.

Pace in terra
fra le brioche e la gerla
ch'ora vado a biasimarmi
lasciato sul fieno
protetto dal gelo
aspirando un segreto.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo