Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

1.8.03

 
Ferro lavorato.

Voglia d'uragani.
Spazi aperti, cieli, voli inattesi, campi. Girasoli.
Luce che ti entra dalla finestra, improvvisa, da conoscienza.
Luce calda che ti scalda che ti abbaglia come di schianto ti avvolge e ti ammanta di calore.
Voglia di andare senza corde per non legare ma solo un filo sul quale poter camminare e lasciarti trasportare, attirare.
Vicino, sempre più vicino a quel che è il destino, svicolo di traverso attraverso il ventricolo e l'arteria.
Si va via in partenza di nuovo per il mondo a coglierne l'essenza.
Si parte: un treno, un nuovo cappello, un viaggio. Come fosse cosa naturale.
Un'altra volta a metter passi innanzi ad altri passi, cercare il tuo ritmo, confondere e alternare paesaggi dal finestrino.
Soffermarsi un solo istante, eterno, uno solo, quello che mai dimenticheresti nemmeno a volerlo, ad ammirare ferro lavorato divenire oro colato sotto un cielo di stoffa pregiato.
Andare, voce del verbo contrapposta al pensiero, scritto, fermo.
Viaggiare di nuovo ma con in valigia una piantina.
Da ricordarsi che le radici son da mettere presto o tardi.
E che per quanto tu possa andare avanti scoprire che in fondo si è sopra un tondo e più continui ad andare più ti accorgi di ritornare.
Non è nulla di sbagliato,solo sei umano: ci sei nato.
Irrequieto sempre stato ora forse è tempo di guardarsi dentro.
Esser sicuro d'aver tutte le ossa numerate nel giusto senso ed accorgersi che il cuore sta di un bene che a metterlo in rima dall'emozione non te ne verrebbe un verso.
Si parte, quindi, con rotta tracciata e la cartina segnata. La meta ora si conosce, attende ansiosa che mi gusti il panorama.
Lentamente si va a respirarne il profumo di rosa di questa vita, come tirando una coperta e sotto chissa cosa ci si trova.
Ecco: il destino lui può dirtelo di esser seme destinato a diventare un solo splendido fiore.
Piglialo in giro, se ti pare, ma quello c'ha ragione.
Solo intanto ho deciso, vado.
Ma per la strada, per crescer meglio, mi innaffio con un po' d'acqua.
Mi fa star meglio, mi fa star sveglio, a guardar dal basso in alto un cielo così immenso.
Mi fa pensare a quali meravigliose stelle lungo il cammino ti riserva l'universo all'improvviso. Come perle.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo