Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

1.9.09

 
Rischiatutto.

Il pane da venire sfugge al mio inveire.
Oggi schiude una porta sognando il portone.
Lo spiffero del mezzo mi costa l'eterno, il passato ed il futuro con un pagamento all'accesso.
La timbrica della sveglia ora anticipa l'alzata del sole. Quando mi alzo preparo la colazione, sfioro il mio amore e scommetto che sarà sempre migliore.
Oggi, detto anch'esso, s'apre una voragine affamata del mio meglio.
La sazierò con quel che ho, perchè quel che sono dovrà divenire un buon falò del mio sarò.
Posseggo del legno ed un sorriso mai incerto.
Osservo la muta delle foglie distante dal fruscio.
Fa che la neve sia bianca e non fredda quando coprirà la tormenta.
Che sia una buona coperta, scaldaossa e dal sapor pelle rosa.
Oggi è un vagito per due, una danza per tre, un filo sulla seta dei miei perchè.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo