Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

26.2.09

 
Shanghai.

Pulsar dietro il visibile fra Cappadocia e collo al freddo. Tarlami di un plausibile futuro mentre penso all'oscuro. Perfido lascivo mentre sorrido s'infischietta stridente quando scelgo un nuovo banco di prova o quando perdo con un cinese la mia quota di mora. Adoro riluttarmi per risultare sgradito ai falsi santi e se dico Agosto sudo freddo e predico redivivo.
Non ho un fischio di treno da corrergli dietro ma son svelto a contare i binari in esadecimale corrugandomi quando mi compare una virgola a richiamarmi che l'arte dell'astrazione è ben più superiore. Pelle liscia fra le rovine post belliche. Gli sbalzi di temperatura dilatano la mia luce interna fino alla speranza di un bonifico delle mie azioni peggiori. Riduzione della pena, aumento del capitale sociale subalterno al divino. Mettere in cascina la mia fascina di legna caprina senza contare quanto sale anteporre al contare debiti e remissioni.
Le orbite non sono affatto composte mentre firmo per un bisogno doppio.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo