Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

5.11.08

 
Suonano alla porta.

Il telecomando del mio fiato resta al livello di un piatto e sottile affanno. Pluvio con la bocca aperta m'atteggio a discopolo privo d'un peso ma fermantato nell'attimo del lancio. S'aspetta un cambio di paesaggio mentre orrende creature vengono schiacciate sotto le scarpe e raccolte da troppi avi. L'accoglienza strugge in voce dietrostante al megafono ed affascina di una distanza sfalsata. Femmina è il canto, le curve attraggono, l'occhiolino strizza un prossimo participio passato.

Le nuvole passano veloci accarezzando il basso ventre. Soffio per allontanarle perchè la promessa è già ciò che m'attende.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo