Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

11.6.08

 
On/Off.

Mi appisolo di altri mentre stan cercando di vendermi sughi consumati di vite a birillo.
E si vantano, persino. Sbrodolando oltre il cortiletto in miopitura da regno ma tolta le lente non rimane neanche l'effetto. I grandi sono altri, i banali sempre contrari. Gli amici annaccquati sul serio anche se basterebbe il verbo per rendersi speciali. Loro sì che andrebbero premiati e non questo rotocalco unto da barbiere per pelati.
Mi si frustano i conteggi dei minuti tentando di scovare almeno un accento diverso ma incoccio sempre in chi si crede quello e chi si crede bello.
Resto affascinato per più di un secondo di troppo da questa 'ü', ad esempio.
Ci si potrebbe costruire un mondo gutturale e immenso.
Quasi quasi riapro i miei chakra e mi svendo. Tanto per rivedermi da vecchio nello splendore del gesto, confuso fra la folla del mattino al mercato del pesce mentre si tasta chi non ha più ne ha mai avuto veramente bisogno d'aria.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo