Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

24.6.08

 
Cabinovia.

Ma per la mano stretta
nessuna paura non detta
spigola a stecca.

Poli a vapore catodici nel dolore, loghi per lombi pronti al taglio e saponette per lavarsi via dell'altro. Quando è successo che mi son scordato di spruzzarmi via il veleno? Mi scordo sempre i fattori importanti, ne inverto gli ordini sperando di sovvertire l'imponderabile per poi fingere d'adeguarmi al dividendo che ottengo. E' una funzione trigonometrica che eccelle nell'esposizione a catena di cellule elevate al cubo dei miei desideri.
Ci sarà un online di gestionale dove potermi contare le patate, disquisire sugli acquisti delle mie cicatrici ed incrociare i dati su frequenze radio inerenti a quando avevo i capelli: appena lo becco non me lo faccio sfuggire di per certo. Me lo sbocco nel gargarozzo fino a dove scende il fresco prima di inclinarmi sul mio personale tappeto d'erba che guarda sempre il cielo mentre crescono gli insetti e mi leccano i piedi.
Vado: meglio che torno a cercarmi un santo patrono dall'aureola d'oro e il portafoglio colato nel vuoto d'un credo a mezz'aria fra terra e cielo.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo