Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

5.2.08

 
Asfodeli.

Freddo che giace, freddo che tiene,
freddo che scalda l'attorno alle vene.
Si muove l'universo sta tutto dentro una voglia:
la tua collana è spietatamente morsa.
Una carezza brucia l'acqua della nostra distanza:
la tua spalla scoperta sa di carta falsa.
Sappia la destra come rigirare l'onesto:
l'allerta pare una serpente con la lingua nel cesto.

Siamo fatti per esser noi,
uno più uno del nostro orgoglio,
rampe di lancio per Saturno,
occhi tesori di Giada,
asfodeli esili al canto,
terra dalla Luna,
incroci di stazioni,
passi svelti di tango
e polvere di fata.

Equazioni rare dentro a burroni scadenti,
per quel che ne vale ci salveranno i venti.
Trema il bastone mentre vibra la pioggia
leggero come farfalla che bacia la roccia.
Dicon che le ombre eran sussurri da queste parti
sfiorandosi le labbra come le dita degli amanti,
ma il sole torna sempre a batter cassa
sciogliendo l'ora d'alba in fiori di melassa.

Siamo fatti per esser noi,
uno più uno del nostro orgoglio,
rampe di lancio per Saturno,
occhi tesori di Giada,
asfodeli esili al canto,
terra dalla Luna,
incroci di stazioni,
passi svelti di tango
e polvere di fata.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo