Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

15.1.08

 
Lettere al direttore.

Direttore
qui non si han più parole:
la moquette scioglie il tanfo
gli scarafaggi s'alzano a festa
l'acqua calda pare un miraggio
e il telefono squilla muto.

A saperlo
sembra d'essere in guerra
altro che Natale sparato
o presepe, Cannavaro
e tutte sti signuri 'ncruvattate.

Non piglia o satellite
invece di preghiere
m'arricchisco di neomelodie
con video da star di quartiere
come i santi d'un tempo:
ora e sempre sul banchetto d'altare
ci venerano la commedia.

La rabbia discenda
come neve d'acqua fresca
ad imbiancare la munnezza
inchiostro s'esponga
d'una rima amara
prima della tonnara.

Direttore esimio,
luminare della tariffa speciale
che s'ha da fare:
qui si preferisce incendiarsi
d'andante con brio
e piuttosto che impararsi nuotare
s'ama sporcarsi nel farsi
sistematicamente affogare.

D'immutato aspetto
con immerso fetore
la saluto perso
e l'ascolto ghignare.

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Pixel stretti:


   


Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo