Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

26.4.06

 
Minator cortese.

L'in piedi delle mie virgole
parrebbe donarmi bluastri d'altri
mentre rosico ganasciandomi l'unghie
intinte nel verso che fa un ricordo.

Invece non è un restarmi addosso quello che Maggio porta al collo: è più un recapito di me senza civico numero e senza denso nello spazio.
Vuoto come un trasloco, senza mai essere arrivato all'indirizzo nuovo.
Volto da cerimonie, arrabattato dalle litanie non faccio altro che l'arranco urlando: approdo! mentre in realtà non conosco che l'onda dalla quale mi lascio cullare e soffocare.
Splenderà all'altro capo prima o poi un'aria rarefatta ma per arrivare in cima a questa montagna s'ha da scavare e ribaltare il suolo che poggia le mie scarpe alla dolcezza.

Per essere me
devo prima veder chi già c'è
dentro le budella delle ossa della testa
altrimenti meglio restar assenti
ma meglio di no
meglio continuare a picchiar la testa
sbrufolando la terra
che son certo
qualcosa sboccia e sgorga
nascosto dalla voglia.

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Pixel stretti:


   


Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo