Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

11.11.05

 
Mela.

Fra i rivoli orticanti del fogliame arso d'autunno
morsa sdentata del primo freddo
sfuggendo alla mezza età ch'attraversa la strada
ti ho svolto guardarti il naso insù la sciarpa
crespando chissà quale cruccio
fra le sfide degli incontri acciottolati.

Cinta fra le siepi rifugio dei muri
t'avrei spinta almeno a pronunciarti
tu che non sapevi, tu che possedevi
tu che tutto il mondo credevi.
Abbarbicata insita nel tuo pertugio
mai lasciasti l'aria sfiorarti carezza.

Ora che coli l'oro dei tuoi rovi
t'accorgi d'esser fulcro del tuo cespuglio.
Sporgerti è ceppo di fuoco passato:
resta un gomitolo vuoto il tuo fiato
e la via oltre l'attesa pretesa
assopita cerca ancora la sua bacata mela.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo