Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

14.10.05

 
Charleston.

Le corde steccano un riverbero che da lontano pare un muggito strano,
un passato quasi asciutto ormai.
L'umido lo tocchi, è alle spalle e ti soffia sul collo d'un rauco bastardo.
Nel mezzo continui a rigirarti ma dove in questo mare di pece nemmeno lo sai
e allora butti via gli occhi che tanto qualcosa te ne daranno in cambio
e decidi di scommetterti l'alito sotto l'unghia.
Abbaiando raschi la voce fra le fughe delle croci
ma non c'è verso d'uscirne da dove sei
e passi la mano
e ciocchi le pozze.
Fermo, compagno unico dell'ansimo,
alzi il collo ed è nero pure in cielo ma d'un diverso.
Fresco, parkinson variato da chi c'è già stato ed ha già dato.
Svuoti quel che più non ti appartiene e la senzazione che non scorgi
è quella della trasparenza
come un fiore ramino sul fucile del suo cecchino.

Prostrato offerto al rinculo della scure
abbeverato al catino del signor macellaio
sporco dal grasso adatto al tuo svicolo
e punto di raccolta unto dalla super offerta.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo