Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

2.8.05

 
Sosta vietata.

Batteria, che i numeri pari mi piacciono che c'hanno le olimpiadi, i mondiali.
E poi stop, rosso al verde, pit stop giallo insinua il dubbio che mi tampona d'onda d'urto per non lasciar passare il singulto.
Ehi, estatissimo, come sei caldo d'un caldo da telegiornale, il più caldo senza fiatare: raggiungeremo i quarantagradi in tre ed i novanta in due.
Mi piacciono i numeri pari, hanno mistici e speziali.
Saltare, jumpare, rollare e sbiancare: attaccato alla transenna basta un passo per essere un altro, avere uno scambio, guadagnare il mio canto.
Basterebbe una spinta a questo baldraccone da carillon con la giusta porzione per guadagnarsi una briciola di sopravvivenza.
Ho bisogno.
Di uno sfogo,
di una fuga,
di una via d'uscita a mano tesa.
Altrimenti è grama,
è nebbia,
è scavare in pece nera.
Ho limite,
nel farlo,
quasi fossi in vita
con monetine da disco orario.


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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo