Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

5.5.05

 
I pazzi

Scendono la cera con infinita tristezza,
s'abbracciano agli alberi con lo stesso cognome
odorano di colori graduati con stellette senza punte:
odono quando c'è d'asciugar lacrime
e sanno sempre del momento migliore
quando potevi e hai lasciato un bagliore.

Stridono ai fianchi del mondo scintille lontane
e t'accarezzano senza un pegno in tuo onore:
ridono ridandoti un ricordo rotto
e screpolano le rughe del tuo incedere incerto;
cantando la tua vita sotto altre pelli
squamano serpi i tuoi giochi ribelli.

Mutano al calare del sole le loro vesti,
si tosano d'alcol in fumosi pub o bordelli:
lasciano la luce accesa sul tuo volto,
si scordano dei nomi falsi sui passaporti
e volano leggeri sui tuoi pensieri
cullandoti di lacrime ricordandoti chi eri.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo