Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

30.3.05

 
Monogamo di sillabe.

Congiuntivi secchi che arraspano, null’altro.
La mia pancia tonda troneggia ad un’asta di distanza dal bancone sopra il quale un tempo scavalcavo gli avventori beffardo.
Ora sono unità di miglio distante da quel tempo: attonito, senza crespe e monogamo di sillabe.
Come un bell’esemplare purpureo e senza spine m’arrigiro dietro le sbarre che mi sono saldato e che ho persino smesso di rosicchiare, anche solo per rifarmi l’interdentale.
Ho smesso finanche di osservare e non vengo nemmeno più notato.
Sto mimetizzato fra i placidi rincorsi della solita gente verso il niente e le grida di chi incredibile ancora s’ammiraviglia non più del mio estro ma del buco latrinoso che uso al mio fianco in cambio del bagno.
Vorrei è il mio imperativo, scarno sostituto del fu creerò abbattuto da una quercia di firme incatenante.
Godo solo in percentuale, scorporandomi l’iva di quel che ho prodotto come lordo ed è magra consolazione, che passa via presto, come una puttana ad ore.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo