Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

17.2.05

 
Timbra e incolla.

Bigliettino da visita,
chi sei, cosa vuoi, chi ti ha incastrato e ora sei il cellulare che se chiamo che palle ancora questo cliente non mi risponde non rispondo farò finta di niente.
Poster, lontano dalla gioventù imbaglionata e molto molto presente al materiale da vendere.
Un tempo cantante, ora specchio di una professione latente.
Vetrina, passa il vecchietto e la bella f!*a.
Ops, che termine, farò sfracelli di audience prima del termine.
Ho la rotula cornea intasata di nulla, di belle parole sopra asterischi di gente ripiena d'aria che spero vada al cesso a sturarsi.
Oggi poca veramente poca fame, sto assorbendo nitrato di sodio e solfuri diffusi.
Se respiro muoio, se apneo almeno trattengo il mio personale embolo.
Tanto sono in circolo, firmo assegni circolari e bonifico.
Ufficialmente vivo in ufficio ma non è detto d'essere sostituito dal mio cartonato e presto.
Sorseggio un cenno d'assenso, portatemi via
me e il mio occhio pesto.


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Pixel stretti:


   


Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo