Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

16.11.04

 
Per sempre vostro.

T'avessi sbilanciato con un nome
avrei disincantato un cauto timore:
sarei vissuto di certo più muto
con alle spalle un gusto più sicuro.

Invece sei sgusciata via svelta
dai lembi in carne alla mia testa:
infiltrata sporca in ogni pensiero
stanarti ora è squarciare un velo.

Cera d'ali tra le mani
perso in piani strani
pago il mio domani
in un gioco da villani.

Astuta stretta stringo la mia presa
in una patetica sola messa in scena:
strucco il calendario senza spiegazione
dito sulle labbra cancello il tuo sapore.

Non c'è modo rimango nel mio brodo
dove inzupparmi l'anima al suolo:
resto qui a farmi nero d'inchiostro
mai più tuo e per sempre vostro.

Cera d'ali tra le mani
perso in piani strani
pago il mio domani
in un gioco da villani.



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Pixel stretti:


   


Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

Home.

     
    Cerca che ti passa  
   
Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo