Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.
Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.
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2.10.04
Inizio. Ah bon. Che ce ne sarebbe da spiegarti, e chi sono e come rotolavo ed il perchè del passaggio a livello con cambio annesso e poichè non mi hai detto niente e chi sei poi te. C'è solo il momento di girarmi e riandare. Basta. Pixel nuovi e freschi, attento alle dita sopratastiera: la vernice ancora suda. Che le cose migliori un perchè forse non ce l'hanno addosso quasi mai. Una riga da interlinea alta con dentro i grazie a chi palleggiava col Pallone ed ora si ritrova a fare i conti con lo Sghembo, a chi aggiornerà i link che è un poco come ristamparsi la mia via per le prossime cartoline in spedizione e a chi mi conosce solo adesso e di sghimbescio. A tutte le anime passanti per di qua mi vien da fermarmi e stringerne i polpacci: guardarsi un poco per far conoscenza e tanta voglia di respirare sempre assieme un'aria diversa. Si va perchè in fondo per questo io e te siamo modellati: pedalare in rotondo sopra questo orizzonte di mondo senza mai scordarsi di alzare le gengive e di non sentirsi mai pesanti. Prometto l'andata. Al ritorno ci penseremo come sempre per strada. Che ne vale no la pena che i drammi sono ben altri e qui si sta dritti e sporgenti in avanti. Via. Stammi al passo anche stavolta, se c'hai voglia.
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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca. |
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