Sali a Baita   Do Re Mi
Fa
Sol
 


Di quel
che passa
si scrive,
si canta,
si balla.

Di quel
che resta
ci bastan
gli occhi.

 

24.11.03

 
Fate sempre colazione col cappuccino.

Se corri sotto la pioggia ti bagni di più.
Venne una sera, poca la luce, il freddo era un freddo che c'era e si sentiva e se non c'eri lascia perdere.
Venne comunque senza voglia perchè di portarla non serviva liberatoria e quindi si presentò in una camicetta senza chiavi aperta, gonna trooooppo umanamente non corta e filo d'un tanga nascosto controvoglia.
Colpo di fucile a canne mozze scombinò senza un accenno il senno della vita di questo povero cristo.
La prima cosa che fece fu sedergli in grembo e strappargli i peli del petto.
Era chiaro che sarebbe scesa anche più in basso ma il nostro lesto non volendo sembrare un mostro scappò con un pretesto e quella mancò poco ci rimase quasi secco.
La sera dopo che era quasi quieta c'erano stelle e brezza leggera nessuno comunque di ritorno se l'aspettava vista la sortita in cattiva sorte della sera prima.
Ad ogni modo lui si dimostrò poi non più tanto un semplice ramazzo.
Come niente fosse,
decisa, fra il calato silenzio,
diretta, verso il bersaglio
con gomma americana in bocca e passo studiato da oca militare ma intelligente non prese nemmeno di rincorsa il fiato che quello lo perse tutto concentrato in un bacio inaspettato con tanto di lingua in gola leccata di labbra e passaggio ferroviario umidificato.
Al primo bottone di camicia volato e dai muscoli ingrossato ci si aspettò lo scontato baratto di succo non proprio gastrointestinale quand'ecco che sul più bello il sempre lui quello si divincolò non so come
da so bene non so cosa
come un'anguilla da paragone perfettamente calzante e sgusciò semplicemente abilmente ricomponendosi la patta e riavendosi dall'improvvisa ansia.
Anche stavolta incredibile al Cibali non rimborsarono il biglietto per quella scena d'un certo effetto che ci si aspettava finisse con dei corpi in balletto e invece se ne fece un granchè di niente: la povera cacciatrice con vuota la bisaccia dovette sbalordirsi per una seconda volta come la prima annullata.
Al calare del terzo sole era invece un evento.
Si sprecarono i cartelli con su scritto vengo vengo ed insieme a questi i cori neroazzurri unici ritenuti attendibili in quanto esperti nell' attesa di un fatidico agoniato evento.
Lui stava di par suo come se nulla nelle due precedenti gli avesse smosso i sentimenti anzi tracannava dal collo della sua bottiglia una birra di marca sprovvista.
L'abilità che ne decretò il successo di lei stavolta fu forse la presa al collo dal di dietro a tradimento.
Sbucò alle spalle del santo bevitore e ci mancò poco lo buttò all'aria perchè mirò dritta ai boxer guardinghi.
Non lo guardò nemmeno in faccia fece le fusa vogliosa di schiuma senza pensare al malto della birra in bottiglia che sicuro calza a pennello in non so in quale modo e perfetta avanti e indietro in questa rima.
Con le inferiorità svestite erano edificabili ed immortalabili al pubblico ludibrio ma quanto tutti si aspettavano un abile terzo arresto fu a questo improvviso punto che lui fece l'aspettato inaspettato gesto.
Dai pantaloni calati per terra afferrò con non so quale umano appiglio dal portafoglio il proteggisperma e disse raggiante 'stavolta non me lo son scordato, guardate!'
e ci venne incontro spumeggiante.

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Questo è
l'ultimo
inchiostro
mercantile
fresco di
sale e rime.


Qui ultimamente
sto in compagnia
di bella gente.

 

carta

Quest'altro
invece
è a spasso
per Santiago
con le prime
piume.



Il Pallone,
se sei così vecchio,
ora l'avresti perso.

Fortuna che,
come niente,
ora è tornato
tranquillo come sempre.

Se spulci
attento
già c'è l'eco
archiviato
di quel che ero.

Comunque
di certo
rimane solo
lo Sghembo,
ed è questo:

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Vi lascio la punteggiatura, ma non nel mezzo: quello e' tutto fra la mia testa ed il blu.
Percio', nel caso vi piaccia per gloria o pecunia, almeno un grazie o una mancia rauca.
 
   
creativo